Il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento per i docenti del corso tradizionale di Armonia (complementare)

di Mario Musumeci

Ricevo la seguente cortesissima lettera di un collega:

Caro Maestro,
sono un collega insegnante di Armonia presso (omissis). Ci siamo conosciuti a Fermo qualche anno fa durante i Seminari del M° De Natale.
Sto chiedendo consigli a colleghi di Conservatorio. su come strutturare il nuovo corso triennale di I Livello di Armonia e Analisi.
Finora quasi tutti gli alunni continuano a sostenere l’esame del vecchio ordinamento.
Ma dal prossimo anno ve ne saranno alcuni che frequenteranno il I livello e quindi anche le mie lezioni.
I Suoi consigli saranno molto preziosi per me, soprattutto perchè forniti da un autorevole esponente della Società di analisi musicale che tanto ha scritto negli anni passati sulla materia.
Colgo l’occasione per ringraziarLa anticipatamente e porgerLe i più cordiali saluti.
(Lettera firmata)
E di seguito rispondo:
Gentile collega,
 
Le consiglio innanzitutto di frequentare il mio sito www.musicaemusicologia.org dove troverà tanto “pane per i suoi denti”.
Solo, per non correre il rischio di una … indigestione, le consiglierei prima di orientarsi sulla rubrica Istituzioni accademiche dove con un pò di pazienza individuerà vari articoli di rara completezza sull’argomento che lei mi pone.
E, dato che l’occasione di comunicare tra noi potrebbe servire ad altri, le sarò grato se potessimo spostare la nostra discussione sul sito stesso …
 
Va preliminarmente osservato che noi avevamo già puntato da tanti anni – ad oggi circa un quarto di secolo – sulla sperimentazione di Teoria e analisi musicale avviata negli avanzati anni ottanta (biennale con terzo corso di perfezionamento facoltativo) su cui sarà sicuramente informato. La produttività scientifica – almeno per me – che questi corsi hanno stimolato non renderebbe del tutto utile un discorso a sè sulle sole forme istituzionali, dunque prescindendo dall’impianto contenutistico fortemente innovativo delle discipline.
Comunque ci proverò, confidando sul fatto di vederla magari un frequentatore assiduo e partecipativo del sito – dove scoprirà che, con qualche analogia con il M° Marco de Natale, già mio Maestro Amico e Mentore – mi piace essere una persona generosa e disponibile con chiunque chieda consigli attinenti le mie competenze.
 
Nella rubrica E-Learning troverà una miniera di materiali, riferita innanzitutto ai miei studenti di triennio e di biennio: vincolati dal nuovo sistema di definizione delle declaratorie noi abbiamo così ridefinito, con  la messa ad ordinamento del triennio, le nostre precedenti discipline:
  1. la Teoria dell’armonia e analisi era ed è – nelle nuove discipline – associata alla “vecchia” (per noi) Teoria e analisi con stessi programmi e lezioni comuni per gli studenti – il che ha consentito da un lato un notevole risparmio per le risorse del nostro istituto e dall’altro un’immediata collocazione definitiva in un complessivo contesto formativo sempre meno atipico e più legato alle forme didattiche e metodologiche dell’accademia/università: lezioni frontali con presentazioni multimediali, laboratori di scrittura musicale creativa, tesine disciplinari e tesi di laurea (abbastanza costantemente anche pubblicate qui e là, in forma più o meno ridotta) e, quando capita: seminari, lezioni-concerto e conferenze aperte al pubblico, anche in collaborazione con i più impegnati studenti;
  2. Teoria dell’armonia e analisi (divenuto nome dell’intero settore) I e II sono sta sostituite da Teorie e tecniche dell’armonia e Fondamenti di composizione; Analisi della letteratura musicale di repertorio (corrispondente al terzo anno di perfezionamento di Teoria e analisi, ma lì rimasto facoltativo) è divenuta Analisi del repertorio musicale;
  3. per le prime due annualità sono previste 60+60 ore per ciascuna, 240 ore in tutto; per la terza annualità, che prevede lo studio vincolato con tesina d’esame di un’importante opera del proprio repertorio, gli studenti vengono divisi in sei gruppi per tipologia strumentale, ma anche per il tipo di repertorio scelto: tre a testa tra me e il mio collega in maniera concordata all’inizio dell’anno, con 30 ore ciascuno, 30 x 3 = 90 (trattandosi di argomenti da approfondire, proprio per delle scelte consolidate su una lunga esperienza già solo questo meriterebbe un discorso a parte … vedremo appresso).
  4. Siccome 240 + 90 = 330, a cui sottraiamo alcune lezioni di compresenza per la terza annualità, il nostro monte-orario di 324 ore è già riempito. Con questo sistema in classe ogni anno accogliamo ben oltre che i nostri 30 studenti di prammatica: da 40 a 50 studenti e anche più, nella previsione dell’esaurimento del vecchio ordinamento. E difatti una ventina di studenti di risulta di Armonia annuale (tra gli unici studenti che preferiscono nel tradizionale, indisturbati, la scorciatoia …) sono attribuiti al momento a docenti “a disposizione” perchè – a mio avviso, a torto – considerati “con ore in soprannumero”.
  5. Come lavoriamo, in pratica? Il nostro settore disciplinare è teorico-pratico, dunque necessita sia della lezione frontale – uguale per tutti ma anche differenziabile a seconda della tipologia degli studenti (a prevalente ed esclusivizzante intelligenza melodica oppure formativamente già versati sullo strumento armonico-polifonico): 60+60 ore annuali vengono ripartite in autonomia da ciascun docente o dividendo in due gruppi ciascun anno di corso oppure ripartendo, ad esempio, 45 ore annuali di lezione frontale uguale per tutti e dedicando a piccoli gruppi 15 ore annuali di laboratorio di scrittura (in tal caso si ricaverebbero 5 gruppi, con un possibile range di frequenza che va mediamente dalle 2 unità alle 3-4 e, all’occasione, anche più …). La lezione di Analisi del repertorio musicale è invece a prevalenza individuale e si può lavorare solo raggruppando per argomenti comuni: strumenti affini e brani di repertorio più o meno analoghi.
In effetti da noi il triennio funziona dall’avvio dell’A.A. 2005-2006 e abbastanza bene per le nostre discipline, proprio per l’ordine rigoroso attribuito e difeso “anche con le unghie e con i denti” dalle incomprensioni del direttore di turno – il quale però ragionando sul risparmio prospettato dall’unificazione con il tradizionale corso sperimentale poi si convinceva senza grossi problemi …
 
Anzi, le dirò di più: proprio in questi giorni abbiamo (ho) compilato l’impianto programmatico dell’unico anno di corso di base (unico proprio per far fronte al disequilibrio con le classi di Lettura ritmica e percezione che trovano il loro lavoro fondamentalmente in questi corsi – ma non l’ho deciso io …), pensando a quanto di necessario si prospetterà in futuro con l’iscrizione ai corsi accademici di studenti di liceo musicale – che frequentano una quinquennale Teoria, analisi e composizione con programmi ministeriali molto impegnativi, che farebbero tremare qualsiasi fautore, ammesso che ne esistano ancora, degli antiquati programmini della vecchia Armonia complementare! – ma anche, appunto, di corso di base, con una pregressa preparazione nella conoscenza tecnica ed analitica dell’armonia e nella relativa formazione percettiva.
In relazione a questo si renderà a breve necessaria la predisposizione di programmi rinnovati ad hoc nel triennio. E ci sto già pensando, in stretta relazione con l’innovazione didattica in corso. Di cui troverà ampie tracce sul sito.
Assieme – a breve – ai suddetti programmi di corso di base di Elementi di armonia e analisi.
 
Saluti e auguri.
 
Mario Musumeci
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2 risposte a Il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento per i docenti del corso tradizionale di Armonia (complementare)

  1. (omissis) ha detto:

    Proprio perchè insegnando a (omissis) per 5 anni ho conosciuto bene la realtà della cattedra di Armonia e analisi del M° (omissis) e del collega (omissis – che La prego di salutarmi perchè io non riesco a farlo tramite il suo indirizzo trovato sul sito del Conservatorio), mi sono rivolto a Lei persona competentissima sull’argomento.

    Ho la vaga sensazione che da più parti si voglia rendere il nuovo Corso triennale più semplice e accomodante di quello precedente e questo non mi trova d’accordo assolutamente.

    Comunque grazie per gli indirizzi fornitimi che vado subito a consultare.
    A presto.

    (Lettera firmata)

    • musicaemusicologia ha detto:

      Beh, allora a maggior ragione sarà un piacere conoscerla meglio, anche comunicando su questo sito se e quando crederà e vorrà, proprio per questi importanti tratti comuni che ci riguardano: ho cominciato la mia carriera conservatoriale più di una trentina di anni fa proprio a Bari.

      Nell’attesa, come vede, non mi sono permesso di inserire senza consenso esplicito il suo nome e i dati a lei riferibili

      A presto.
      Mario Musumeci

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