Analisi-Analisi III/ A proposito della Mondscheinsonate: per una rilettura della poetica e del pensiero compositivo beethoveniani

di Mario Musumeci

Sollecitato da Alessandro Chillè, pubblico sul sito materiali e indicazioni utili per lo studio della Sonata op. 27 n. 2, detta Al chiaro di lunadi L. v. Beethoven. A proposito del genere sonatistico per come concepito dal grande Maestro tedesco:

Beethoven – Le Sonate (generalità)

e della specifica opera in questione:

La Mondscheinsonate

capitolo e paragrafo entrambi tratti da Scuderi Gaspare, Beethoven. Le Sonate per pianoforte, Franco Muzzio editore, Padova 1985; ristampa di una preziosa, seppur dimenticata opera di un compositore, pianista e musicologo siciliano di valore (Trapani, 1889-1962). Il libro purtroppo parrebbe esaurito e comunque non disponibile presso la detta casa editrice (alla quale, al di là del pur meritorio recupero, però rimprovererei un vizio comune a varie nostre case editrici musicali: quello di non indicare i dati relativi alla prima e precedente pubblicazione dell’opera, quasi a volerne garantire una malintesa “freschezza” sotto il profilo ideativo e contenutistico …).

A proposito della poetica beethoveniana, per come mutuata dalla cultura e dal pensiero filosofico dell’epoca:

Poetica di Beethoven, tra illuminismo e romanticismo

Il capitolo è tratto da Terenzio Vincenzo, Profilo romantico di Beethoven, Bramante editore, Busto Arsizio 1983: un saggio musicologico sintetico ma di intelligente e colta introspezione e perfettamente calato nel momento storico della sua scrittura; però a suo tempo stampato in limitatissima tiratura – 1000 copie di cui io mi onoro di possedere la n. 302.

Una bibliografia di testi in lingua italiana è consultabile sul prezioso sito

http://www.lvbeethoven.it/Biblio/Beethoven-Bibliografia-Saggi.html .

E infine – dulcis in fundo? – allego pure un saggio su un’altra famosa Sonata beethoveniana a me parzialmente intestato – Musumeci Mario & Zappalà Giusy Alba, Unitarietà di concezione nella Sonata op. 31 n. 2 di Ludwig van Beethoven, in AA. VV., Poetica in contesto, Samperi, Messina 2005, pp. 17-63:

Analisi musicale. Beethoven. Sonata op. 31 n. 2 (Tempesta). .

Già ha una sua discreta importanza l’impostazione metodologica del saggio analitico – che costituisce la mia rielaborazione di una tesi svolta diversi anni fa da una brava studentessa del III anno di perfezionamento del  corso sperimentale di Teoria e analisi – a cui occorrerà dare un’attenta occhiata (magari per mantenerne, se non addirittura superarne, la qualità contenutistica e formale): soprattutto all’accuratezza inusuale dei numerosi esempi allegati che vogliono dimostrare l’importanza e l’utilità di discettare della musica attraverso la musica, esplorata nella profondità dei suoi nessi assieme strutturali ed espressivi  – chè, in ultima distanza, è di questo che si occupa l’analisi musicale.

Dunque, avendo ben studiato questi materiali, da cui si potranno trarre anche utili ed essenziali citazioni secondo il metodo descritto in lezione (1), ci si potrà meglio accostare ai due temi fondativi del nostro lavoro, già enunciati e parzialmente illustrati sull’opera in sede di lezione:

  1. L’espansione organica come fondamento processuale del pensiero compositivo beethoveniano a matrice drammatico-sonatistica; posta tra Sturm und drang –http://it.wikipedia.org/wiki/Sturm_und_Drang – e prime avvisaglie della concezione metamorfosica, più tipicamente romantica, della variazione tematica;
  2. La poetica della tempesta come ricostruzione di una consapevolezza e di un metodo di scrittura compositiva più generalizzato e coinvolgente per la maturazione creativa del Nostro – tra l’altro il  culto proprio per William Shakespeare costituisce una delle caratterizzazioni del detto movimento dello Sturm und Drang e allo stesso andrebbero connesse le aspirazioni al titanismo e all’affermazione del genio creativo individuale del coevo Neoclassicismo di Wolfgang Goethe: sicuramente un altro importante modello, e non solo letterario, per il giovane Beethoven.

(1) I riferimenti bibliografici vanno inseriti in Bibliografia in ordine alfabetico al seguente modo: cognome e nome (maiuscoletto), titolo completo (corsivo), casa editrice, città e data pubblicazione (carattere normale). Poi quando se ne traggono delle citazioni vanno indicati in nota allo stesso modo, includendovi alla fine la pagina o le pagine da cui si sta traendo la citazione (p. …, pp. …)

Questa voce è stata pubblicata in E-learning. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.