I referendum su energia nucleare, acqua pubblica, impunità dei politici governanti

by Mario Musumeci

Ci è pervenuto il seguente volantino assieme alla viva preghiera di diffonderlo:

A proposito di energia nucleare, gestione dell’acqua pubblica, impunità dei politici delinquenti

Certamente in una democrazia pluralistica è il dialogo a costituire il fondamento della condivisione delle decisioni utili alla collettività.

Ma una cosa altrettanto vera è che tranquillamente si affermano e vegetano proprio grazie alla democrazia i poteri forti, i governanti prepotenti, gli interessi economici devianti rispetto gli interessi della comunità, in quanto finalizzati solo all’arricchimento personale di pochi a danno dei molti, o addirittura – nel lungo termine – di tutti perfino a livello planetario.

Sugli argomenti in epigrafe ciascuno potrà certamente avere le proprie opinioni. Ma la domanda che ci poniamo e poniamo a chiunque è: quale diritto naturale può arrivare a sostenere validamente il male rappresentato dalla pretesa di riservare a pochi la gestione di interessi vitali per i tanti sui temi in oggetto?

Insomma: ciascuno si passi una mano sulla coscienza e decida per il meglio, magari senza farsi imbrogliare dalla fredda dialettica e dalle calcolate argomentazioni di chi avversa verità tanto evidenti.

Un giorno i vostri figli, nipoti e pronipoti potranno chiedervi: “ma tu dov’eri quando si decidevano cose così importanti?” Queste domande vengono già poste in Giappone, dopo l’immane disastro nucleare prodotto, e ancora in corso di produzione, dall’epocale immane terremoto. Se le sono sempre poste quei popoli costantemente in lotta per la sopravvivenza proprio per la carenza o la mala gestione politica delle risorse acquifere. Ce le pongono oramai da qualche decennio i popoli più avanzati del mondo quanto a civiltà democratica – Stati Uniti e paesi europei in testa – a proposito di una oramai insostenibile situazione di pressocchè costante impunità dei politici più potenti, indagati per i reati più efferati e “mafiosamente” coperti – con provvedimenti che vanno dalla non autorizzazione a procedere alla prescrizione del reato appositamente prodotta con interventi normativi ad hoc – dalla mala politica di politici sodali nello stesso malaffare o ispirati solo dall’avidità di potere o dal più bieco opportunismo.

Insomma si possono avere le opinioni politiche più diverse. Ma una cosa è certa: qui bisogna scegliere se stare dalla parte degli onesti o dei disonesti, delle guardie o dei ladri, di coloro che continuano ancora a credere e a sperare in un domani migliore per tutti o di coloro che rubano il futuro alle nuove generazioni. Decidere è un dovere ed un’opportunità per tutti.

 

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