Uno spazio informativo aperto alle problematiche individuali e generali del settore

I frequentatori del sito interessati a porre questioni e problemi di ordine musicale/musicologico (l’intersezione si rende necessaria per non spaziare nel mare magnum delle competenze genericamente “musicali”) nonchè didattico-musicale generale e specifico possono trovare qui la possibilità di interagire tra loro e con esperti del settore.

Inviare le proprie richieste o nella forma di commenti oppure agli indirizzi e-mail presenti nella rubrica Riferimenti.

Eventuali risposte che necessitano l’intervento di esperti qualificati verranno redatte e pubblicate nel più breve tempo possibile.

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4 risposte a Uno spazio informativo aperto alle problematiche individuali e generali del settore

  1. Rosaria Chisari ha detto:

    Gentile Professore, mi chiamo Rosaria Chisari vivo a Catania, sono pianista, violoncellista, ho studiato per tanti anni composizione, ed insegno nell’Istituto Psico pedagogico De Sanctis di Paternò (CT), Ho per caso visitato il sito “Musica e musicologia”, ho trovato interessantissima quest’iniziativa, è sicuramente ciò che cercavo da tempo. Non trovo le parole per esprimere la sorpresa e la gioia nel potere consultare e studiare materie tanto fondamentali ed importanti. Vorrei cortesemente chiederLe di tenermi informata circa gli sviluppi ulteriori di quest’attività. Mi auguro che possa crescere e che magari possa, chissà, realmente tradursi in una vera occasione di formazione on line. I miei più sentiti ringraziamenti. Rosaria Chisari

    • musicaemusicologia ha detto:

      Gentile Collega,

      innanzitutto la ringrazio tanto dei suoi apprezzamenti. Tanto più graditi in quanto provenienti da persona di particolare competenza e direttamente coinvolta nello specifico settore d’interesse.

      Come lei può ben comprendere, anche dando uno sguardo sommario all’intero sito, l’interesse preminente al momento resta quello didattico-formativo e, sviluppato nella rubrica e-learning, rivolto in particolar modo ai miei attuali studenti di Conservatorio (fino allo scorso anno anche universitari – Sissis-Musica e Dams – nonché negli anni oramai trascorsi docenti dei vari ordini formativi coinvolti in corsi di formazione e aggiornamento).
      Le altre attività – e le corrispondenti rubriche – hanno invece al momento una funzione più di contorno e dunque rapsodica.
      Prevale il momento informativo nel campo specifico delle istituzioni accademiche e formative di base specificamente musicali: utile soprattutto a chiarirsi – tutti assieme – le idee circa il difficile momento di transizione che stiamo attraversando.

      Certamente cerco valide collaborazioni, tanto più apprezzate se qualificate e cioè svolte dagli addetti ai lavori appassionati e coinvolti, come ad esempio lei stessa mi si mostra.
      Il sito è insomma aperto a chiunque si mostri un appassionato del settore e voglia dire la sua in vario modo; ma soprattutto è rivolto alle esperienze di chi lavora nel campo.

      Comunque i post possono tradursi sia in specifici interventi tematici (inviabili via mail: penserò io stesso a tradurli in articoli e a pubblicarli) sia in semplici commenti ai vari post (articoli, recensioni, lezioni, informative varie) autonomamente gestibili (io opero solo un filtraggio di massima, ad evitare sgradite intrusioni).

      Sviluppare un movente associativo sarebbe certamente un importante scopo a medio-lungo termine: già socio effettivo dalla fondazione e per un decennio membro del collegio nazionale dei probiviri della SIdAM – Società Italiana di Analisi Musicale – conosco abbastanza bene le problematiche del settore di principale intersezione musicale-musicologica e oggi ne avverto pure il vuoto di iniziative nello specifico campo d’interesse, certo non colmabile dalle pur interessanti iniziative della Siem, della SidM e del Gatm o di altri importanti consessi associativi.

      Dunque al momento negli specifici ambiti professionali dominano fin troppo l’autoreferenzialità e la solitudine dei singoli professionisti. Ci sarebbe da approfondire la faccenda con un dibattito serrato tra i volenterosi, specialmente coinvolgendo anche la dimensione territoriale di pertinenza.. Nell’attesa – e dopo oltre trent’anni di insegnamento a tutto campo, sperimentazione didattica inclusa – io continuo finché posso a fare la mia parte.

      Gradirò molto il suo coinvolgimento nelle tematiche del sito o qualunque suo fattivo intervento al proposito.

      A presto.
      Mario Musumeci

      • Rosaria Chisari ha detto:

        Gentile professore,
        sono davvero molto onorata per l’opportunità che mi offre di contribuire a questo progetto che si inserisce in un contesto culturale che anche a livello ministeriale punta all’indebolimento della conoscenza e dello studio della cultura musicale. Lavoro in un segmento scolastico, quello dell’istruzione secondaria superiore, che, seppure non specifico, quanto meno garantisce l’apprendimento minimo dalla Storia della Musica. Tale insegnamento è stato escluso dalla formazione degli studenti, ed è praticamente scomparso dal curricolo, grazie, si fa per dire, ai recenti tagli all’istruzione. Penso sia necessario un raccordo ed una decisa presa di posizione.
        Mi perdoni lo sfogo, ma sono sinceramente preoccupata ed anche abbastanza arrabbiata …

        Mi piacerebbe occuparmi degli aspetti legati al rapporto parola/musica ed all’analisi storico-stilistica che ne consegue. Potrebbe essere una cosa interessante? Mi faccia sapere e vedrò di lavorare a questa tematica, Naturalmente, sarò ben lieta di accogliere qualsiasi altro argomento Lei voglia propormi, o qualsiasi suggerimento ritenga utile.

        Cordiali saluti.
        Rosaria Chisari

        • musicaemusicologia ha detto:

          Gentile Rosaria,
          purtroppo sono tanti i motivi di doglianza circa il comportamento generale e specifico nei confronti della cultura musicale da parte dell’attuale ceto politico; specie quello attualmente dominante: musicalmente, e nel migliore dei casi, composto da canzonettari e da soggetti interessati più alle volgarità del gran varietà che all’enorme e vitalissimo lascito della musica d’arte occidentale. Solo con il richiamo alla responsabilità sul versante della comunità europea questi signori si son sentiti e continuano a sentirsi costretti ad intervenire attivamente nella realizzazione positiva delle riforme nel nostro settore specifico, nonché nell’appropriata cura dell’ordinaria sua amministrazione.

          Ne so abbastanza circa la triste questione cui lei fa opportuno riferimento, anche perché personalmente coinvolta (una trentina d’anni fa rinunziai, come vincitore tra i primi in graduatoria di un concorso allora tra i più difficili, ad una cattedra di Musica e canto corale al magistrale e chissà, se avessi accettato, in quali condizioni mi troverei adesso …): rendere facoltativa la Musica, anziché vincolante in tutti i settori di formazione umanistica (classico, delle scienze umane, linguistico …), come sembrava cosa più naturale all’inizio del processo riformatore, è stato un vero tradimento delle più motivate ed illuminate aspettative.

          E non soccorre certo l’alibi dell’istituzionalizzazione del liceo musicale, ancora limitato a singole sezioni: sparse sì in tutta la penisola, ma a concretissimo rischio di un’autoreferenzialità pronta a tradursi in isolamento culturale; e dunque a rischio di fallimento. Laddove la cultura musicale avrebbe semmai bisogno della formazione di fruitori attenti e responsabili, non certo di ascoltatori culturalmente passivi delle proposte normalmente regressive del mercato discografico e dello spettacolo musicale più in voga.

          Ma va anche detto, a onor del vero, che qui gli addetti ai lavori non sono sempre senza colpe al proposito: troppo spesso la formazione musicale viene limitata anche nei livelli formativi specialistici ad una militanza professionale che sa spesso più di bassa manovalanza – musicisti che “devono” solo suonare il proprio strumento, senza ben capire quello che fanno … nel più ampio raggio possibile di consapevolezze tecniche, teorico-pratiche e cultural/relazionali – che di intelligente cura delle proprie più aggiornate e articolate doti di intelligenza musicale.

          L’ottimismo nella volontà, nonostante l’abbastanza sperimentato pessimismo della ragione, esige però che ci si rivolga al meglio. E se lei ha già occhieggiato qualcosa del materiale di qualità che riservo ai miei studenti potrà ben capire se, al momento pratico della resa didattica, le eccellenze si misurano poi con le dita, tutt’al più, delle due mani. Ma si moltiplicano col tempo e si tratta – per fortuna mia e loro – di quelli che poi si affermano con miglior energia nel mondo del lavoro e che normalmente considero con orgoglio i “miei allievi”.

          Adesso ho intrapreso un’avventura nuova: aprire al web – ma come un naufrago fa inviando i suoi messaggi in bottiglia – le mie cose più preziose: la mia esperienza – che, in misura ben minore, altri pretenderebbero a torto o ragione, fosse preliminarmente … ben pagata. E, anche se spesso incluse o diluite nella concretezza della didassi, andando al di là delle tante e varie pubblicazioni che spesso, poiché rivolte a livelli troppo alti di specialismo, proprio per i correnti andazzi formativi, rimangono spesso un fatto autoreferenziale; utile solo come materiale di supporto didattico e – qualche volta – come (patetica) esibizione curricolare in un contesto dove la meritocrazia è spesso solo un’espressione buona per gli allocchi: è sempre abbastanza triste dover constatare che, perfino nel momento gratificante dell’eventuale valorizzazione in ambito accademico, chi decide di te, e magari anche positivamente, lo fa senza averne la reale specifica competenza ed autorevolezza!

          Insomma ciascuno ha le sue amarezze. E non conviene ad entrambi misurarcisi.
          Scelga gli argomenti che più le sono congeniali e in cui sente di poter dire qualcosa di veramente utile e personale e provi ad esprimersi al meglio al proposito, come farebbe una brava insegnante. Il resto verrà da sè. E se nella comunicazione troverà qualche corrispondenza allora il più è stato fatto. E converrà continuare, finché possibile.

          A presto (ma con comodo e con i tempi per lei necessari).
          Mario Musumeci

          N.B.: Proprio come il naufrago, di cui sopra, preferisco utilizzare i miei “messaggi in bottiglia” moltiplicandoli all’infinito verso una platea di potenziali e sconosciuti destinatari, come il web almeno potenzialmente permetterebbe. Quindi non se la prenda a male se inserisco il nostro dialogo – certo accomunante rispetto altrui analoghi interessi – nel sito stesso.
          Potrebbe fare lo stesso lei, fin d’ora.
          Cordiali saluti

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