La titolarità degli insegnamenti accademici nell’Afam

Per gentile concessione dell’autore, Prof. Anselmo Cananzi, pubblichiamo con minimi adattamenti, una sua news tratta dalla mailing-list Utenti_Conservatorio_Messina@yahoogroups.com e svolta sull’argomento “Titolarità”. Ossia “titolarità” degli insegnamenti accademici nell’Afam (NdE).

I contenuti cui si fà qui chiaro e sintetico riferimento sarebbero sembrati fin troppo scontati sino a ieri. Ma, a quanto pare, potrebbe non essere proprio così! E allora tanto vale richiamarli per coloro che, ahimè, vuoi per incultura amministrativo-gestionale vuoi per interessi personali o altro, son proprio “duri d’orecchio e d’intelletto”. 

Titolarità

Uno spettro si aggira in Conservatorio, il rischio da qui a pochi anni di avere una contrazione di cattedre a causa della Riforma e dei Nuovi Ordinamenti. Niente di più falso se si applica, come è consuetudine del nostro Istituto, la normativa che regola il Nuovo Ordinamento.

La paura della perdita della titolarità si aggirava in Italia alcuni anni orsono quando a causa di una “dimenticanza” in una delle prime stesure dei nuovi Ordinamenti ci si era “innocentemente” (!) dimenticati di stabilire delle precise corrispondenze fra le vecchie Classi di concorso ed i nuovi Settori artistico disciplinari.
In seguito ai ricorsi UNAMS (vedi sito del Sindacato) oggi tutto è stato rimesso in regola.

Quindi oggi grazie alla Tabella B allegata al DM 30 settembre 2009 n. 124
http://www.unams.it/Leggi_e_normative/Decreti/DM_124_30-09-2009_Corsi_I_Livello_Conservatori.html un docente di Pianoforte, ad esempio, che era assegnato alla Classe di concorso F310, grazie alla tabella di “CORRISPONDENZE TRA LE CLASSI DI CONCORSO E CODICI DEI SETTORI ARTISTICO DISCIPLINARI DEI CONSERVATORI DI MUSICA”, viene assegnato al Settore artistico disciplinare di sua stretta pertinenza CODI/21.

Ma attenzione tutto questo non solo non cambia la titolarità del docente, ma neppure investe minimamente l’aspetto didattico, che viene bensì migliorato nelle sue specificità.
Cioè laddove nel Vecchio Ordinamento un insegnante, sempre ad esempio di pianoforte, impartiva ad ogni singolo allievo non solo quella che oggi definiamo “Prassi“, ma tutto ciò che è legato allo strumento cioè anche il Repertorio, la Metodologia, i Trattati, la Letteratura dello strumento, la lettura a prima vista ecc.; oggi per diritto, cioè ai sensi del DM 03/07/2009 n. 90 –http://www.unams.it/Leggi_e_normative/Decreti/DM_Declaratorie_Conservatori_03-07-09.html – quello che prima era un unico corso di “pianoforte”, inteso come un’unica materia, oggi è suddiviso nei suoi diversi campi disciplinari: Prassi esecutive e repertori, Metodologia dell’insegnamento strumentale, Trattati e metodi, Letteratura dello strumento, Pianoforte storico, Fondamenti di storia e tecnologia dello strumento, Tecniche di lettura estemporanea, Improvvisazione allo strumento. Cioè ben 8, dicasi otto materie; o, come è meglio specificato nel nuovo impianto disciplinare, otto attività formative, traducibili in corrispondenti moduli didattici.

Nella realtà didattica nulla è cambiato ed ogni docente di pianoforte è titolare “di diritto” di tutti i campi disciplinari sopra riportati e, al contrario di quanto ogni tanto si sente asserire nei corridoi, non bisogna dimostrare un bel nulla al proposito di competenze già acquisite o comunque implicate nella tradizionale titolarità (in tal modo riformulata e valorizzata): tutti i campi disciplinari spettano di diritto, cioè per legge, ad ogni singolo docente e sono normativamente intoccabili.
Ovviamente l’esempio del pianoforte vale per tutti gli strumenti qualunque sia il numero di allievi che ha ogni singolo docente, siano essi 1, 5 o 10; risiede proprio in questo la specializzazione e quindi lo stesso concetto di Alta Formazione, articolata in Triennio (diploma accademico, o laurea musicale, di primo livello) e Biennio (diploma accademico di secondo livello, o laurea musicale magistrale).

Al proposito dell’attuale fase transitoria dal vecchio al nuovo ordinamento, e in presenza dei corsi tradizionali ad esaurimento, va aggiunto che … un po’ di buon senso non guasta mai. È infatti evidente che un’applicazione perentoria della norma oggi non sarebbe possibile; a causa della coesistenza del Vecchio Ordinamento sarebbe inapplicabile perchè abbiamo ancora troppi allievi (speriamo ancora per molto …): sballerebbe tutto il bilancio dell’Istituto e ricordando sempre che l’Istituto siamo noi, è come se mettessimo in crisi il bilancio della nostra famiglia.
Pertanto è possibile, anno per anno, in base all’attuazione della riforma, che ogni singolo docente, solo relativamente all’anno in corso, rinunci ad una materia e sia un solo docente ad impartirla per tutti. Ma attenzione, con l’avanzare degli anni tutto ciò non sarà poi possibile poichè la Riforma è stata volutamente portata verso piccoli numeri: corsi di Alta Formazione non possono certo essere impartiti contemporaneamente a grandi masse.

Bisogna però a questo punto stare molto in guardia perchè i piani di studio sia del Triennio sia del Biennio contengano in effetti tutti i campi disciplinari previsti dal DM 03/07/2009 n. 30 e quando saranno in Ordinamento anche del Biennio; cosa non sempre facile dal punto di vista tecnico, ma visto che altri Conservatori ci sono riusciti non vedo perchè non dovremmo farlo anche noi.

Ciò significherebbe guardare avanti e tutelare al meglio sia la nostra professionalità sia il nostro status giuridico. Senza questa tutela, alla quale senza dubbio contribuirà il nostro Consiglio accademico, ci si potrebbe trovare in una situazione anomala; dove, pur mantenendo la nuova titolarità, non troveremmo le materie da insegnare e quindi resteremmo in difetto di ore, grazie a possibili – ma non augurabili – scelte inconsulte e che non varrebbe neppure la pena di dover immaginare.

Chi vuol capire capisca. Quello che ho voluto illustrare sono in estrema sintesi i contenuti dell’oramai vigente normativa in materia di titolarità degli insegnamenti accademici dell’Afam; il resto, quanto di contrastante possa rispetto essa prospettarsi, mi sembra piuttosto … a mò di nuovo dolce natalizio, un cumulo di … aria fritta. E non vorrei che … troppa frittura possa nuocere alla salute!”

Prof. Anselmo Cananzi

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