Nuove classi di concorso delle discipline d’indirizzo musicale nei licei musicali e coreutici

by Mario Musumeci

Pubblichiamo di seguito una tabella elencativa degli insegnamenti più significativi dell’appena istituito Liceo musicale.

Diamo anche qualche informazione circa altre discipline richiedenti competenze musicali e istituite nella sezione coreutica del suddetto liceo o istituite presso altri indirizzi: si tratta di discipline richiedenti competenze e titoli di studio esclusivamente musicali oppure concorrenti con altre competenze e titoli di studio; comunque in corso ancora di più precisa definizione, grazie anche all’attività consultiva del CNPI

Classe di concorso Denominazione  Titoli di accesso Insegnamenti relativi alla classe di concorso
A/055  Storia della musica  Laurea di II livello in Musicologia o in Discipline storico-critiche-analitiche purché il piano di studi seguito abbia compreso almeno 30 crediti negli ambiti della didattica della musica LICEO MUSICALE E COREUTICOsezione musicale (a) e coreutica (b)

(a) Storia della musica

(b) Storia e pratica musicale (nel primo e secondo biennio coreutico)

A/056  Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado Laurea di II livello (Conservatorio) in uno specifico strumento LICEO MUSICALE E COREUTICO,sezione musicale

Esecuzione e interpretazione

Laboratorio di musica d’insieme

LICEO DELLE SCIENZE UMANE

Strumento musicale

LICEO DELLE SCIENZE UMANE,

opzione economico-sociale

Strumento musicale

A/064 Tecnologie musicali  Laurea di II livello (Conservatorio)purché il piano di studi seguito abbia compreso almeno 30 crediti nel settore delle nuove tecnologie audiodigitali e/o della Musica elettronica  LICEO MUSICALE E COREUTICOsezione musicale

Nuove tecnologie musicali

A/066  Teoria, analisi e composizione  Laurea di II livello (Conservatorio) in Composizione, Direzione d’orchestra etc. o in Discipline musicali purché il piano di studi seguito abbia compreso almeno 30 crediti nei settori della teoria e/o dell’analisi e/o della composizione  LICEO MUSICALE E COREUTICOsezione musicale

Teoria, analisi e composizione

N.B.: Sono in corso di miglior definizione – grazie anche all’attività consultiva del CNPI – altri insegnamenti quali Educazione musicale e laboratorio di espressione musicale, Musica per danza, Storia della danza, Teoria e tecnica della comunicazione

Nuovi insegnamenti musicali liceali

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31 risposte a Nuove classi di concorso delle discipline d’indirizzo musicale nei licei musicali e coreutici

  1. Fabrizio Raspo ha detto:

    Noto che si fa menzione nei titoli di accesso al conservatorio tra parentesi, qualcuno sa che cosa significa ? Laurea di II livello in Conservatorio oppure anche altro titolo emanato dal conservatorio PRIMA che nascessero le lauree ? Io mi sono diplomato nell’ormai lontano 1988 e ritengo che il mio diploma di allora debba essere parificato ad una laurea di oggi , non vi pare ? … e chi ha già una abilitazione per educazione musicale ( classi di concorso a032 e a031 ) che fine farà ? non potrà insegnare pur avendo fatto e vinto un concorso?

    • musicaemusicologia ha detto:

      Suppongo, per il richiamo che fa al suo lontano diploma, che lei sia un docente oramai attivo e magari da anni in una SMS oppure in un Istituto secondario superiore (ex-magistrale o altro). E pertanto le rispondo succintamente, sperando di risultarle chiaro al meglio.

      Sono però necessarie delle considerazioni preliminari:
      1. Il diploma accademico, quale oggi può certamente definirsi – secondo diritto transitorio dal vecchio al nuovo sistema – anche quello conseguito da lei a suo tempo è oggi giuridicamente (secondo norme vigenti) e giurisprudenzialmente (secondo sentenze della magistratura ulteriormente chiarificatrici delle norme) riconosciuto a tutti gli effetti corrispondente ad una laurea di primo livello, o laurea triennale.
      2. L’indicazione della laurea o del diploma accademico di secondo livello detta anche laurea magistrale – laurea biennale successiva a quella triennale – è da riferirsi alla natura dei nuovi, del tutto nuovi insegnamenti specialistici del liceo musicale.
      3. Per questi insegnamenti sono state istituite infatti delle nuove classi di concorso, nell’attesa di definire compiutamente i percorsi abilitanti all’insegnamento. E nel frattempo, dovendosi procedere alle nomine, almeno per il corrente anno scolastico sono state date le indicazioni in questione. Forse discutibili e da approfondire ma del tutto ragionevoli in presenza di un sistema formativo ad indirizzo musicale fortemente rinnovato, almeno nelle intenzioni del legislatore.
      4. Lei però, da docente già in carriera, fa riferimento ai suoi pregressi titoli e con ogni probabilità si domanda innanzitutto: “se ai miei tempi il diploma di strumento era il titolo più elevato al quale seguiva poi un percorso abilitante (abilitazione riservata o concorsuale, diploma di Didattica della musica o di specializzazione universitaria – cd. diploma universitario Ssis) perché io non posso transitare al liceo musicale in quanto docente di Educazione musicale o di Strumento nella SMS ad indirizzo musicale?”

      Impostata la sua domanda nel modo più corretto, veniamo al dunque.
      Nel caso lei sia un docente di educazione musicale dovrebbe sapere che l’insegnamento dello strumento richiede la cd. idoneità per la – da lei svolta – attività artistico-professionale.
      La domanda avrebbe invece un buon fondamento nel secondo caso. E allora dovrebbe essere così riformulata: “perché non posso transitare mediante passaggio di ruolo o assegnazione provvisoria al liceo musicale dalla SMS ad indirizzo musicale, in quanto appunto docente di strumento?” Ammesso che lei sia un docente di strumento, certamente, e in tal caso a me personalmente questa mancata previsione del passaggio di grado mi sembra una dimenticanza cui porre rimedio per i docenti già in servizio secondo il vecchio sistema.

      Ma solo per lo strumento. Perché ne converrà: insegnare in maniera specialistica Storia della musica, Composizione e analisi, Nuove tecnologie musicali etc., non può che esigere curricoli formativi appropriati.

      Credo semmai che la sua abilitazione anche per gli Istituti di secondo grado potrà essere spendibile per quegli insegnamenti a carattere più generale (Musica, Educazione musicale) previsti purtroppo solo come opzionali per Istituti secondari altri dal Liceo musicale. Al proposito, avendo tra i miei titoli anche le due stesse abilitazioni che lei cita, da me conseguite come vincitore rinunziatario dei due – ben diversi per complessità – concorsi a cattedra nei primi oramai lontani anni ottanta, capisco pure la beffa del possesso di un’abilitazione, abbastanza difficile da conseguire a suo tempo, resa oggi quasi del tutto inutile dal nuovo impianto liceale. Dove – da parte di una classe politica musicalmente incolta – si è voluto fare del tutto a meno della presenza formativa generalizzata, anche solo in curricoli umanistici e pedagogici (come nel vecchio magistrale), di una qualsivoglia disciplina musicale.

      Poi circa la faccenda che una competenza didattica liceale sia riferita qui solo alle nuove lauree di secondo livello, esistenti da poco meno di un decennio (1), si pone un’altra questione che riguarda il rapporto tra queste lauree da un verso e i corsi abilitanti di didattica della musica e le abilitanti specializzazioni universitarie (2) in corso di riformulazione dall’altro verso.
      Argomento da riferire ad una seconda puntata del nostro discorso, e sempre che ne valga la pena.

      Spero di esserle risultato utile, almeno sul piano informativo.
      Mario Musumeci

      Note:

      (1) Insegnandovi io stesso – e non solo, avendo transitato con esperienza trentennale nei vari organi gestionali che hanno impiantato perfino la loro stessa organizzazione istituzionale – ne so abbastanza.
      (2) Sono stato pure docente universitario alla Ssis-Musica.

  2. Fabrizio Raspo ha detto:

    Gentilissimo sig. Musumeci, la ringrazio per la solerte e puntuale risposta.
    Condivido con Lei l’amarezza nel segnalare una classe politica che riguardo alla musica si rivela insensibile e tristemente incolta: l’aver spazzato con un colpo di spugna senza se e senza ma l’educazione musicale dal liceo socio-pedagogico anzichè ampliare l’offerta formativa a tutti i Licei (ed a chi altrimenti ??? che bello sarebbe stato poter insegnare Storia della Musica al Liceo Classico, non le pare?) è stata una decisione che si commenta da sola.
    Mi permetto di sottoporle la mia (e di molti altri) casistica particolare:
    Insegnante di ruolo nella scuola media, vincitore di concorso ordinario per la classe di concorso A031, ho insegnato in assegnazione provvisoria presso il liceo Musicale Sperimentale “Progetto Mozart” di Cuneo nelle materie cosiddette teoriche e nella materia “esercitazioni corali ed orchestrali” tutte ante-riforma Gelmini assoggettabili alla classe di concorso A032. Con grande sgomento l’anno scorso mi ero rassegnato a dover rinunciare all’insegnamento presso il Liceo Musicale causa i nuovi requisiti richiesti; poi arrivò questa circolare:

    Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca
    Dipartimento dell’Istruzione – Direzione generale per il personale scolastico
    Prot. n. AOODGPER.7669 Roma, 23 agosto 2010
    D.G. per il personale scolastico
    Uff. III
    Agli Uffici Scol. Reg.
    Agli Uffici Scol. Provinciali
    LORO SEDI

    Oggetto: Utilizzazione del personale nei licei musicali e coreutici

    Si fa seguito alle note n. 5258 del 25/5/2010 e n. 6747 del 15/7/2010, nonché a quanto previsto dall’art 6 bis del CCNI concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale decente educativo ed ATA per l’a.s. 2010-11, per confermare che nei soli istituti dove erano già attivate le sperimentazioni di ordinamento di liceo musicale, il personale ivi impiegato negli aa.ss. 2009-10 e precedenti, resta confermato con priorità assoluta in attesa della costituzione delle classi di concorso specifiche.
    Sui posti ulteriormente vacanti, si applicano le disposizioni delle sopraccitate note.

    F.to IL DIRETTORE GENERALE
    Luciano Chiappetta

    Dopo lunghe discussioni l’ufficio scolastico provinciale mi ha dato ragione ed ho ottenuto l’incarico anche per questo anno scolastico. Ora, io ed i miei colleghi (alcuni di ruolo su A032 nel Liceo Musicale) ci chiediamo: che fine faremo?
    Non sarebbe opportuno in questo caso fare un corso abilitante per quegli insegnanti che abbiano già insegnato nei Licei con corsi sperimentali? Ed in attesa dei corsi abilitanti, non sarebbe auspicabile (per sanare il caso particolare nel quale ci troviamo) prorogare la circolare anche per gli anni futuri?
    Cordiali saluti
    Fabrizio Raspo

    • musicaemusicologia ha detto:

      Caro Prof. Fabrizio,
      quando – nella prima mia risposta – facevo riferimento alla casistica in cui credevo lei dovesse rientrare, proprio per poter vantare buone ragioni per il passaggio alla carriera ed al ruolo di nuova istituzione di docente di una delle discipline musicali specialistiche presso i licei musicali istituzionalizzati (e nella prospettiva ottimistica di una loro rapida crescita ed espansione nel territorio), e cioè quella di docente di strumento, in realtà avevo scartato l’unica ipotesi che proprio lei adesso mi sottopone perchè la ritenevo istituzionalmente già risolta a suo favore.

      Lei è uno dei docenti sperimentatori del liceo musicale, cioè fa parte – a prescindere da quanti anni: e spererei per lei che siano almeno un paio, e comunque lo diventeranno … – di quella onorabile categoria che si è spesa per oltre un quarto di secolo (1) perchè andasse prima o poi a buon fine la messa ad ordinamento del liceo musicale. Sarebbe pertanto paradossale, da parte dell’amministrazione pubblica, e perfino contrastante con fondamentali principi dell’ordinamento giuridico italiano (2), fare a meno di un tesoro di esperienza accumulato nel tempo e indirizzato addirittura fino all’attuale realizzazione del suo buon fine.
      Peraltro l’espressione della circolare: “(…) il personale impiegato (…) resta confermato con priorità assoluta in attesa della costituzione delle classi di concorso specifiche” mi sembra sia inequivoca al proposito e dunque dovrà comportare delle successive assunzioni di responsabilità da parte delle amministrazioni interessate quali la periodica riconferma fino all’incarico a tempo indeterminato (ex-ruolo) tramite abilitazione riservata.
      Pertanto non capisco le “lunghe discussioni” all’Ufficio scolastico provinciale per ottenere quello che le spetta. E d’altra parte se solo di “discussioni” si tratta e non di reclami o ricorsi è meglio così. Anche se capisco la sua apprensione, essendosi trovato evidentemente davanti ad un funzionario con le idee poco chiare in proposito.

      Per il futuro comunque, al suo posto, prenderei delle precauzioni.
      Dalle mie parti ci si esprimerebbe al proposito con proverbi come “cu si vardau si sarvau”: “chi si guardò [le spalle] si salvò. E ancora” Cu sparti sparti, si futti sempre a megghiu parti”: “chi divide in prima persona” [figuratamente: l’impiegato dello Stato che svolge funzioni decisionali in merito, seppure applicative ed interpretative della legge] tende sempre a fare il proprio interesse e dunque “si frega la parte migliore”, se può [nel senso di far prevalere raccomandazioni, nepotismi e clientelismi vari o anche semplicemente personalismi, e cioè il sottile personale piacere che normalmente i mediocri posti in posizioni decisionali hanno di mettere in difficoltà l’interlocutore, solo per affermare la propria “importanza”].

      Dunque le consiglierei di fare gruppo con i suoi colleghi docenti messi in analoghe situazioni e, dato che ci troviamo in un momento storico in cui per far valere i propri anche evidenti diritti bisogna alzare un tantino la voce, prepararsi il terreno per gli anni a venire: contattare sindacati e uffici del lavoro per avere pareri scritti inequivocabili al proposito, e – come ultima ma non peregrina risorsa – contattare anche un buono e stimato amministrativista di fiducia, pronto nel caso a dar battaglia sul piano giurisdizionale. Ma con calma, perchè al momento – proprio per le informazioni ufficiali che lei stesso mi sta dando – “è inutile bagnarsi prima di piovere”.

      Infine le darei – non me ne voglia – anche un ulteriore prezioso suggerimento (è quello che farei anche io del resto, al suo posto e che – constato – stanno facendo, dall’istituzione degli stessi corsi, vari miei studenti di biennio: non pochi già addirittura docenti di ruolo nella SMS, che aspirerebbero a passaggi di ruolo o anche a concorsuali avanzamenti di carriera quali la presidenza o l’ispettorato – cui noi docenti di conservatorio, curiosamente, non possiamo aspirare).
      E cioè, tenendo conto della possibilità delle 150 ore di esonero/assenza giustificata dalle lezioni per seguire corsi di studio, perchè non si prende un bel diploma accademico di secondo livello? Non si sa mai, dovesse trovarsi a competere con le nuove leve professionali: oltre alla sua indiscutibile pregressa esperienza professionale e didattica sul campo si metterebbe alla pari anche con i titoli di studio … Ovviamente facendo riferimento proprio alle qualifiche specialistiche di sua stretta pertinenza; il che potrebbe pure costituire un vantaggio, al momento della probabile e comunque prevedibile e necessaria prospettiva abilitante.

      Auguri e … mi faccia sapere se i miei consigli le sono serviti a qualcosa.

      Saluti.
      MM

      Note:

      (1) Il Progetto Mozart risale – è vero – agli inizi del decennio appena trascorso, ma costitutiva un progetto pilota del ministero per realizzare, all’esterno del Conservatorio (e dunque facendovi soprattutto confluire le precedenti ventennali esperienze dei licei musicali annessi), una struttura formativa pluridisciplinare ad indirizzo specificamente musicale: allora proprio il sottoscritto come docente sperimentatore “di lungo corso” e coordinatore delle attività di sperimentazione nella propria Istituzione conservatoriale, nonchè componente di comitati ad hoc del territorio in cui operavo, era – diciamo – abbastanza coinvolto ed informato su questi argomenti …

      (2) Basterebbe il riferimento al principio costituzionale del buon funzionamento degli uffici, posto a fondamento dell’organizzazione della pubblica amministrazione (amministrazione scolastica inclusa, ovviamente).

  3. Fabrizio Raspo ha detto:

    Consigli utilissimi, grazie ancora delle risposte e dei consigli che mi ha dato.
    Ne ho parlato con i colleghi ed abbiamo deciso di scrivere una mail al ministero della pubblica istruzione indirizzandola all’ispettrice che aveva visitato la nostra scuola qualche mese chiedendo lumi in merito al nostro destino e proponendo per gli insegnanti già di ruolo ma sprovvisti dei nuovi titoli un corso di formazione abilitante.
    In attesa speriamo di veder rinnovata la circolare di cui sopra.
    Chissà, se son rose fioriranno …. la terrò sicuramente aggiornato .
    I miei più cordiali saluti

    Fabrizio Raspo

    • musicaemusicologia ha detto:

      In bocca al lupo!

      Mario Musumeci

      • fabrizio raspo ha detto:

        Buongiorno,
        è successo di nuovo.
        Come l’anno scorso l’USP di Cuneo non ne ha voluto sapere del comma 10 art. 6 dell’O.M. sugli utilizzi ed assegnazioni provvisorie che recita : “nei soli istituti dove erano già attivate le sperimentazioni di ordinamento di liceo musicale, il personale ivi impiegato negli aa.ss. 2009-10 e precedenti, resta confermato con priorità assoluta in attesa della costituzione delle classi di concorso specifiche.”
        Si è preferito assegnare le ore a docenti con la laurea di secondo livello ed escludere il sottoscritto per “mancanza requisiti”.
        Questa volta sono stati irremovibili e ………. me ne torno alla scuola Media.
        …….. che dice, ci starebbe bene un ricorso ?

        i miei più cordiali saluti

        Fabrizio Raspo

        • musicaemusicologia ha detto:

          Dovrebbe trovarsi un eccellente avvocato amministrativista particolarmente versato nel campo specifico. E valgono comunque sempre le osservazioni fatte da me a suo tempo circa l’estrema specificità del suo caso.

          Certamente se la sua attività sperimentale nel predetto liceo musicale ha consistenza quantitativa (più anni di effettivo insegnamento) e qualitativa (ma già il passaggio ad ordinamento della detta sperimentazione non costituirebbe la miglior prova della bontà del lavoro svolto?) e lei ne vuol fare sia una questione di principio che di tutela dei suoi specifici interessi professionali, io le consiglierei di non mollare. La strada sarà lunga e faticosa e, se possibile, comincerei con una bella sospensiva mirata ad ottenere la salvaguardia della continuità didattica anche per gli stessi studenti, necessaria nel passaggio dalla fase sperimentale alla messa ad ordinamento.

          Però nel frattempo le consiglierei di valutare anche le congruenze tra il lavoro sperimentale da lei svolto e i nuovi programmi, in particolare, della disciplina Teoria, analisi e composizione. Oggi vi risulta ancor più evidente la necessità del possesso di competenze alquanto atipiche e in buona parte derivate dall’unificazione bene integrata in una sola disciplina di competenze tradizionalmente riferite alla lettura, dettato, ear training e teoria di base (… Teoria e solfeggio) e alla cd. Armonia-Analisi/Composizione di base (… Armonia-Teoria e analisi), incluse le novità metodologiche e contenutistiche oggi relative all’ormai vasto campo dell’Analisi musicale e della Teoria generale della musica. E, a parte sue esperienze formative anche adeguatamente valutabili, oltre il diploma di Strumento musicale e l’abilitazione all’insegnamento musicale generale (non specialistico), le conviene affrontare questo percorso di carriera senza una compiuta formazione specifica di magistero compositivo e/o direttoriale?
          Certamente però, a suo tempo, l’attribuzione a lei di insegnamenti sperimentali implicanti tali competenze avrà prodotto un’altrettanto valida esperienza didattica sul campo. Ma, come lei stesso mi ha osservato, senza una specifica abilitazione riservata (… per quanti docenti che esprimono casi strettamente analoghi al suo?) “non si canta nè si canterà messa”. Mi pare questo il punto centrale – forse più politico che giuridico – del possibile contenzioso amministrativo che la riguarda e le circolari in questione (quella che lei giustamente cita a sua salvaguardia e quella/e recante/i le tabelle provvisorie di valutazione dei titoli) meriterebbero, data la loro evidente contraddittorietà, dei chiarimenti; anzi un’interpretazione autentica da parte dell’organo ministeriale preposto. Ma il silenzio non costituisce già una risposta?

          Valuti attentamente assieme al suo amministrativista di fiducia il da farsi e, eventualmente, mi faccia sapere. Auguri comunque per la sua carriera professionale.

          MM

  4. adamo carucci ha detto:

    ho preso la laurea di II livello in musica applicata ai contesti multimediale, quindi presumo che potrei insegnare tecnologie musicali nei licei musicali. (o forse no)
    se volessi prendermi anche l’abilitazione, come dovrei fare?

    • musicaemusicologia ha detto:

      Se nel suo specifico piano di studi relativo a questa laurea è stato prevista una percentuale accettabile di insegnamenti dell’ambito tecnologico la prima risposta è senz’altro positiva.
      Difatti il testo normativo recita “purché il piano di studi seguito abbia compreso almeno 30 crediti nel settore delle nuove tecnologie audiodigitali e/o della Musica elettronica“.
      Ma per le relative abilitazioni e i relativi concorsi a cattedra attualmente non se ne sa niente e dubito che se ne saprà qualcosa a breve, data l’esiguità su base nazionale dei docenti coinvolti.

      Conviene comunque provarci, laddove possibile. Auguri.
      Mario Musumeci

  5. lucia lorenzini ha detto:

    Dopo anni passati all’estero una mia conoscente, che si è diplomata nel ’94 in pianoforte al conservatorio Cherubini, vorrebbe cominciare ad insegnare nelle scuole pubbliche. Quali sono i requisiti? Grazie

    • musicaemusicologia ha detto:

      Nella situazione attuale il diploma di Conservatorio musicale di vecchio ordinamento è equiparato a Laurea triennale.

      Per l’insegnamento, come per qualunque altro campo disciplinare specifico, è richiesta l’abilitazione all’insegnamento. Forse la sua conoscente ha, successivamente al diploma, studiato nei corsi conservatoriali abilitanti di Didattica della musica o universitari della Ssis-musica?

      Va detto che è comunque possibile con il solo primo titolo di studio far domanda ai presidi per le graduatorie di supplenza, generalmente un poco prima dell’inizio dell’anno scolastico. Attualmente però tale percorso, di precaria disponibilità lavorativa, è reso oltremodo difficoltoso sia dalla gran quantità di diplomati abilitati in attesa di sistemazione sia dalle più recenti norme finanziarie restrittive proprio in materia di supplenze. Insomma bisognerebbe trovare delle scuole dove si reputa che pochi aspiranti docenti farebbero analoga domanda – magari tra le cd. sedi disagiate – e provarci …

      C’è una grande novità, verso cui – a torto o a ragione – vengono riposte numerose attese: l’avvio del nuovo sistema di formazione basato su laurea di specializzazione didattica più il cosiddetto TFA, un anno di tirocinio di anno formativo: la rimando all’articolo più recente comparso su questo stesso sito.

      https://musicaemusicologia.wordpress.com/2011/12/15/bienni-didattici-e-tfa-nelle-istituzioni-afam-a-breve-lavvio-della-selezione/

      L’ingresso sarà a numero chiuso sia presso le facoltà universitarie sia presso i conservatori musicali che saranno autorizzati ad attivare questi percorsi di studio, sulla base dell’effettiva disponibilità lavorativa nel territorio di pertinenza. A breve dovranno uscire i bandi, ma bisognerà essere ben preparati per essere ammessi nel ristretto numero, data la concorrenza – quantitativa e, presumibilmente, anche qualitativa.

      Infine è possibile un riferimento anche alle scuole gestite da privati o da religiosi e, nel caso particolare della Toscana – a cui mi pare lei faccia riferimento – alle tante scuole comunali di musica sparse nel territorio di questa splendida regione.

      Ci vuole molta, veramente molta determinazione e molta buona volontà nel rimettersi in gioco dopo tanti anni. I miei migliori auguri.

  6. Emma ha detto:

    Vorrei segnalare la scorrettezza (omissis) per cui la classe a055, al liceo Pertini, unico liceo musicale di Genova, è assegnata solo a chi possiede sia il diploma di conservatorio sia la laurea in Dams o in Musicologia. La trovo veramente (omissis) un ribasso delle possibilità dei musicologi. Sono rimasta molto delusa.
    SALUTI

  7. musicaemusicologia ha detto:

    Nella tabella sopra riportata i titoli di accesso previsti per la nuova classe di concorso liceale a055 – Storia della musica – sarebbero la Laurea universitaria di II livello in Musicologia o il Diploma accademico-conservatoriale di II livello (anch’esso “Laurea”, se si volesse sottilizzare …) in Discipline storico-critiche-analitiche; viene però aggiunta l’espressione “purché il piano di studi seguito abbia compreso almeno 30 crediti negli ambiti della didattica della musica”, presuntamente da riferirsi ad entrambi i due casi.
    Dunque non basterebbe una qualsivoglia Laurea Dams o un qualsivoglia diploma accademico di Conservatorio, bensì uno di questi due titoli specificamente indicati e pure con le dette integrazioni al piano di studio.
    La motivazione mi parrebbe ovvia: garantire alla docenza liceale una qualità di livello specialisticamente superiore a quella prevista per la scuola secondaria di I grado, dove diploma accademico e diploma universitario Dams concorrono senza limitazioni; che non sia la successiva abilitazione o il diploma di Didattica della musica o il Diploma Ssis o ancora, come si è previsto più di recente, la futura laurea specialistica abilitante con aggregato anno di Tfa.

    Forse qualche candidato per integrare ha aggiunto ad una Laurea in Musicologia anche un Diploma di Didattica della musica o altro Diploma accademico-conservatoriale attestante il conseguimento dei detti crediti in didattica della musica?

    O, forse ancora, mancando candidati in possesso di quanto richiesto il funzionario responsabile ha dato una sua interpretazione, sulla cui legittimità non riesco proprio ad esprimermi senza conoscere bene quanto realmente accaduto.

    A complicare la faccenda – queste tabelle sono riferite al 2010 – si è anche sovrapposta una NOTA MIUR del più recente 22.07.2011, PROT. N. 7694 concernente i

    Criteri di assegnazione del personale ai posti di discipline musicali previste dal piano degli studi del liceo musicale.

    In riferimento all’ordinanza ministeriale del 21 luglio 2011, n. 64, concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a.s. 2011/2012,questa Direzione Generale, considerata la necessità di assegnare personale docente alle discipline musicali nei corsi attivati presso i licei musicali “Secco Suardo” di Bergamo, “Gambara” di Brescia, “Ciceri” di Como, “Stradivari” di Cremona, “Tenca” di Milano, “Cairoli” di Pavia, “Grassi” di Lecco e “Manzoni” di Varese, ritiene di strutturare le operazioni di assegnazione delle discipline musicali secondo l’ordine di priorità sotto riportato, che rimane in linea con i criteri formulati nell’intesa del 3 agosto 2010, n. 12986 ed è stato oggetto di specifica informativa sindacale

    (omissis)

    Storia della musica

    Requisiti per l’accesso (1):

    1. possesso dell’abilitazione per la classe di concorso 31/A;

    2. possesso della laurea in musicologia e beni musicali (laurea magistrale classe LM-45- o titoli equiparati ai sensi del D.I. del 9 luglio 2009 (pubbl. G.U. 7.10.2009, n. 233);

    3. possesso del diploma di conservatorio.

    Nota (1) È necessario il possesso contestuale di tutti i requisiti indicati.

    (omissis)

    Proprio l’inequivocabile nota, qui sopra da me evidenziata, dà una risposta del tutto contraria alle sue aspettative.
    La Nota ministeriale in questione è pure pubblicata, completa, su questo sito, sempre nella rubrica Istituzioni formative.

    Insomma lei dovrebbe informarsi più compiutamente in tal senso prima di convincersi di avere subito un’ingiustizia. Anche perchè in tal caso, ma solo in tal caso, potrebbe benissimo ricorrere e ottenere l’eventuale “maltolto”.

    Auguri comunque.
    Mario Musumeci

  8. emma ha detto:

    non mi convinco di avere subito ingiustizia, dico solo che mi sembra molto strano che una laurea in musicologia quinquennale non possa bastare per insegnare storia della musica nei licei musicali. Una laurea quinquennale in lettere basta per insegnare italiano o ci vuole anche un corso di scrittura????????
    La saluto, grazie.

    • musicaemusicologia ha detto:

      Probabilmente il mio intervento precedente era un tantino ostico sul piano dell’informazione giuridico-normativa. …
      Detto più sinteticamente e dunque più sbrigativamente: la questione non è da risolversi ponendo sul piatto della bilancia a reciproco confronto il diploma universitario musicologico e il diploma accademico strumentale o (compositivo) così come la sta impiantando lei.

      Con ogni probabilità – le ripeto: da assolutamente accertare e approfondire, nel suo stesso eventuale interesse – non si tratta di una questione di soli titoli di studio ma anche di titoli di studio reputati al momento come un surrogato di titoli abilitanti; titoli abilitanti attualmente inesistenti per la relativa classe di concorso.

      In effetti – giusto per fare un paragone solo parzialmente esplicativo – nelle Istituzioni Afam si è sempre richiesta innanzitutto un’idoneità per titoli, ma proprio per la Storia della musica la previsione tradizionale di pertinenti titoli di studio, comunque non vincolante davanti all’eventuale “chiara fama” del candidato, era riferita in passato alla Laurea in Lettere con tesi in Storia della musica, poi aggiornata in Laurea in Musicologia; congiunta al diploma di composizione, previsione poi ridotta benevolmente ad un diploma conservatoriale anche strumentale: ovviamente si voleva tutelare un profilo formativo congiunto di musicista e musicologo; tenuto conto della grave separazione che nel nostro paese sussisteva e, sebbene in forma più ridotta, sussiste ancora, tra formazione tecnico/performativa e formazione culturale/argomentativo-riflessiva.
      Siamo al dunque: la formazione culturale specifica richiesta al docente di liceo musicale, a maggior ragione in questa delicata fase ancora pionieristica, forse la si vuol riferire ad un personale particolarmente qualificato sul doppio versante musicale-musicologico, anche per una fruttuosa pratica della pludisciplinarità all’interno di queste ancor giovani istituzioni?

      Personalmente ricordo ancora come all’origine (un trentennio fa) proprio all’interno del primo Dams italiano, quello bolognese, fossero forti i contrasti tra la componente di provenienza universitaria e quella conservatoriale; legati alle carenze ora degli uni (i cd. musicologi “puri”, spesso ignoranti proprio di pratica musicale) ora degli altri (i cd. musicisti “puri”, spesso ignoranti tout court, al di là della resa tecnico-performativa più o meno alta nella prassi musicale strumentale o compositiva).
      E allora un’ultima riflessione proprio rispetto la bilancia che lei prospettava al proposito. Il risultato oggi, che pure queste componenti hanno avuto modo di abbastanza bene integrarsi, non è ancora ottimale se sussistono ancora docenti universitari di discipline musicologiche (incluse l’Armonia e contrappunto, la Teoria musicale, l’Analisi musicale, la Drammaturgia etc…!) con dilettantesca preparazione musicale. E docenti conservatoriali con inadeguata formazione culturale, non solo generale ma anche musicale.
      Sarebbe forse l’ora di superare finalmente questi ostacoli, o no? E in che modo?
      Ricambio i suoi graditi saluti.

  9. Fabrizio Raspo ha detto:

    ……….”Sarebbe forse l’ora di superare finalmente questi ostacoli, o no? E in che modo?”…….

    Finalmente con un concorso su base regionale ma per SOLI ESAMI e non per titoli ed esami o soli titoli per ovviare, a mio giudizio, agli equivoci, alle interpretazioni o mancate applicazioni di leggi, leggine e circolari.
    E poi se mi posso permettere a volte persone che hanno vagonate di titoli non hanno la benchè minima idea di come si stia in classe o di che cosa voglia dire fare lezione quindi
    facciamo un concorso nel quale i candidati vengono esaminati sulla base dei tre importanti requisiti per un insegnante :
    _ conoscere la materia
    _ saperla insegnare
    _saper “tenere e condurre” una classe

    sono a disposizione del ministero della pubblica istruzione tramite chi segue questo sito per collaborare alla costruzione di una nuova scuola basata su questi presupposti.
    cordiali saluti

    Raspo prof. Fabrizio
    fabrizioraspo@alice.it

    • musicaemusicologia ha detto:

      D’accordo: i titoli di studio dovrebbero semmai far parte, e non certo in maniera esclusiva, del complessivo curriculum professionale del candidato; da valutare non a priori ma con stretta pertinenza alle singole procedure d’esame concorsuale.

      Poi però bisognerebbe attribuire – conditio sine qua non – un notevole peso alla qualità delle commissioni d’esame – attualmente sottopagate e spesso composte alla carlona e secondo criteri non oggettivamente fondati innanzitutto sulla dimostrabile eccellenza professionale dei singoli esaminatori. Massima incentivazione dunque ma anche massima responsabilizzazione, garantendo la massima controllabilità e trasparenza di ciascuna procedura concorsuale da parte di chiunque.

      Primo o tra i primi nelle rispettive graduatorie di merito riferite alle mie oramai trascorse e varie esperienze concorsuali (oltre un trentennio fa) e successivamente abbastanza attivo anche come docente preparatore per concorsi abilitanti e come formatore per varie tipologie di corsi abilitanti o di aggiornamento professionale per docenti di ogni ordine e grado scolastico e come presidente di sottocommissione di concorso nazionale, posso tranquillamente affermare che il concorso come procedura valutativa concorrenziale e comparativa risulti il mezzo migliore, ma solo se si affrontano e se se ne risolvano in maniera fruttuosa i nodi organizzativi e gestionali principali:
      1. qualità d’eccellenza delle commissioni preposte, adeguatamente incentivate e responsabilizzate e qualità eccellente del loro lavoro garantita da adeguate previsioni in merito ai contenuti di ciascuna prova concorsuale;
      2. rigore formale estremo in ogni momento dello svolgimento di ciascuna procedura concorsuale, con il coinvolgimento diretto e adeguato anche della forza pubblica (come accade durante le elezioni politiche, per intenderci);
      3. trasparente pubblicità degli atti concorsuali – senza alcuna possibilità di ricorso a mezzi ostativi di alcun genere, inclusa la presunta tutela della privacy;
      4. notevole inasprimento della deterrenza riferibile a comportamenti illeciti, o anche semplicemente scorretti, che più o meno alterino o addirittura vanifichino la buona qualità dell’intero iter; incluso il licenziamento immediato per il funzionario o il dipendente infedele e l’immediata denuncia penale per gli esaminandi scorretti.

      Premesso questo, sono ahimè convinto che la natura del “genio italico” mal si adatterebbe a tali previsioni. Lo cogliamo costantemente ogni giorno nel costante affermarsi alla pubblica ribalta di furbi e furbetti d’ogni risma, di raccomandati e privilegiati d’ogni genere e – “dulcis” in fundo – dalla generale indifferenza, per non dire della abitudinaria accondiscendenza, dei più.

      Ecco perchè il mio motto ispiratore al proposito è stato e rimane sempre: “ottimismo della volontà nel pessimismo della ragione”.
      E reputo un privilegio accordatomi dal Buon Dio e dalla Fortuna personale quello di non aver troppo subito in termini di ingiustizia, pur facendo spesso parte dell’eccellenza: sempre e comunque compressa e compromessa dalla più imperante mediocrità – non è uno sfogo ma è solo uno spunto per fare ulteriormente chiarezza al proposito :-).

      Chissà che le nuove leve professionali non riescano ad affermare qualcosa di meglio del passato … io mantengo tanti, troppi dubbi al proposito.
      Mario Musumeci

      • Fabrizio Raspo ha detto:

        Caro prof. Musumeci, mi spiace sentirla così scettico e pessimista sul buon esito di un concorso.
        Concordo comunque con Lei che queste progettazioni occorre farle partendo dal vertice e non dal basso: prima bisognerebbe formare le persone atte a partecipare alle commissioni esaminatrici poi fare un concorso. Troppo spesso in Italia si lascia tutto all’improvvisazione.
        Vedasi l’attivazione del nuovo liceo Musicale: si è fatto il Liceo prima di formare i docenti, anzi prima ancora di formare le nuove classi di concorso! No comment.

        Fabrizio Raspo

        • musicaemusicologia ha detto:

          Appunto. E proprio l’improvvisazione lascia spazio a procedure d’emergenza, dunque permettendo poi anche abnormi possibilità di discrezionalità, utili solo a perpetuare il nefasto intervento dei tanti soggetti “inadeguati” che infestano le pubbliche amministrazioni.
          E allora bisognerà solo sperare al momento che le persone competenti e per bene siano prevalenti; ma bisognerà anche, e sempre più, meritarselo questo genere umano, sempre più in disuso in un’Italietta dove corruzione e malcostume imperano indisturbati in tutte le forme possibili e (in-)immaginabili …

          Comunque, per l’assunzione dei docenti, è pur sempre meglio la regolare e costante attuazione di concorsi pubblici che la ininterrotta sanatoria dell’ope legis.

  10. giuseppelentinello ha detto:

    Egregio prof. Musumeci, seguo da un pò di tempo il suo interessante blog. Lo trovo il più ricco ed esaustivo per attenzione e professionalità in materia. Ho cercato con diverse fonti di documentarmi, ma con pochi risultati e spesso ambigui, forse a causa dei continui cambiamenti in ambito didattico-musicale. Vorrei dunque porLe cortesemente qualche domanda circa i miei dubbi.
    Premetto: sono ancora studente ( nuovo triennio accademico di didattica della musica ) e sicuramente sottolineo che non ho nulla a pretendere nell’ ambito dell’ insegnamento, anche perchè non sono in possesso di alcun diploma strumentale. Sono solo in possesso di una certificazione pre-afam di terzo anno, la quale sono ormai sicuro corrisponda al vecchio compimento inferiore di canto lirico.
    -Premessa fatta e avendo incontrato casi simili al mio, Le vorrei domandare a cosa serve il nuovo diploma triennale di didattica della musica? O meglio ancora, a cosa servirà nel mio caso specifico?
    E inoltre essendo io, comunque vada, entusiasta per questo corso e deciso a concluderlo; ai fini di un’ eventuale valutazione in una graduatoria come titoli di accesso e/o indispensabili per insegnare, questo titolo accademico triennale equivale:
    1- a una delle tre famose abilitazioni ? ( le materie e i crediti del piano di studio sono quasi uguali ai bienni abilitanti, come lei ben conoscerà )
    2- alla laurea universitaria in musicologia/DAMS ? ( per l’abbondante presenza di materie storico-teoriche )
    3- al diploma accademico strumentale? ( studio altri tre anni di canto e pianoforte per quanto modesti )
    4- o ad un semplice diploma accademico musicale e quindi ormai laurea in discipline musicali di primo livello? ( non inclusa fra i titoli di accesso )
    Spero professore di essere stato chiaro nelle domande e di non esser risultato banale o presuntuoso per un solo titolo che ancora non posseggo…ma desiderei solamente e davvero capire la funzionalità e finalità del mio corso di studi.
    Insomma che strada ho preso!?!
    In attesa di una sua risposta,
    La ringrazio anticipatamente. Distinti saluti.
    GL

    • musicaemusicologia ha detto:

      Gentile Giuseppe,
      la ringrazio innanzitutto per i complimenti rivolti al mio lavoro.

      E vengo subito al dunque.
      Il triennio accademico di didattica della musica, di recente istituito probabilmente per impiegare in qualche valido modo i docenti del relativo dipartimento, inspiegabilmente “a spasso” dopo la sospensione dei corsi specialistici abilitanti di didattica, soffre di una contraddizione a parer mio poco sanabile: quella di pretendere di attribuire doti didattico-formative a chi ancora non ha svolto degli studi in qualche modo esaustivi nell’ambito specifico: quale seria istituzione universitaria si permetterebbe di istituire – che so? – una laurea triennale di didattica della matematica o del diritto aprendola a chi non sia già laureato rispettivamente in matematica o in diritto?!

      Ma lei perchè piuttosto non ha pensato di condurre a compimento i suoi studi di canto?

      Mi domanda a cosa possa servire il nuovo diploma triennale di didattica della musica? Ebbene al momento continuo a domandarmelo pure io, ma non trovo alcuna risposta che non risulti pasticciata come la sua stessa istituzione.

      Però “essendo entusiasta per questo corso e deciso a concluderlo” lei stesso, questo mi sembrerebbe già di per sè una valida motivazione. Atteso tra l’altro che ci avviamo in una maniera di fatto sempre più evidente verso una, quanto meno generica, delegittimazione dei titoli di studio rispetto le aspettative lavorative che una volta ad essi venivano automaticamente collegate.

      Insomma come “operatore musicale” – tale mi pare sia più o meno la qualifica alquanto generica rilasciata da tali titoli – potrebbe mettersi in gioco forse nell’ambito privato, ove venga accertata assieme al possesso del titolo una professionalità effettivamente spendibile. Però potrebbe anche darsi che il possesso di questo titolo possa costituire un giorno una strada più o meno privilegiata per l’accesso ai corsi abilitanti all’insegnamento di educazione musicale; d’altronde se risulteranno gli stessi docenti a procedere alle ammissioni … Ma se e quando li istituiranno nella nuova formula del biennio specialistico con TFA (tirocinio formativo annuale). Mi sembrerebbe, e spererei per lei, che sia questa l’ipotesi più accreditabile, ma in un futuro ancora politicamente tutto da definirsi.

      Insomma il richiamato vizio istituzionale di partenza non potrà che riflettersi seriamente sul futuro della sua collocazione tipologica, dato che, appunto come sembrerebbe, vi si studia un pò di tutto ma niente di veramente specifico:
      non potrebbe corrispondere a una delle tre abilitazioni semplicemente perchè il titolo di abilitazione oramai nel nostro ordinamento è stato inquadrato come una laurea specialistica, successiva pertanto a quella triennale di primo livello;
      non potrebbe considerarsi affine agli studi specificamente indirizzati in senso storico-musicologico, riferibili alla laurea universitaria in musicologia/DAMS;
      non è inquadrabile come un diploma accademico di specifica scuola strumentale, proprio per l’impianto modesto previsto in merito;

      Dunque si tratterebbe di un semplice diploma accademico musicale di primo livello, la cui successiva spendibilità in termini di iscrizione ad una laurea specialistica è ancora da testare.

      Tanti auguri, comunque. E, soprattutto se ha dei bravi, coinvolgenti ed appassionati insegnanti si diverta innanzitutto: facendo tanta musica, senza pensare fin d’ora al resto.
      Mi creda: semplicemente è troppo presto.

      MM

      • fabrizio raspo ha detto:

        ……Mi domando a cosa possa servire il nuovo diploma triennale di didattica della musica?………….

        Buongiorno a tutti, scusate se mi intrometto ma penso di essermi perso qualcosa in questo andirivieni di leggi-leggine-titoli-corso-concorsi-ecc..
        Ma il diploma di didattica della musica non era un corso quadriennale?
        Nel lontano 1989 mi sono diplomato in didattica della musica con corso triennale sperimentale pensando che potesse servire come titolo abilitante in futuro; ma dopo un bel po’ di anni ci venne imposto un quarto anno supplementare (che mi rifiutai di fare per principio) pena la non spendibilità del diploma triennale. Adesso torna a corso di tre anni?
        Ed il mio titolo allora?
        Quanto meno mi aspetterei che venisse parificato al nuovo altrimenti mi sentirò per l’ennesima volta preso in giro da questa classe politica inetta che vive alla giornata…
        Cordiali saluti

        • musicaemusicologia ha detto:

          Stiamo trattando di tutt’altra questione: il diploma triennale di I livello di didattica della musica in questione (assolutamente da ritenersi non abilitante ai fini dell’inserimento nelle attuali classi di concorso) è una novità introdotta pressochè in concomitanza con la sospensione dei corsi di didattica abilitanti post-diploma (cioè successivi al diploma v.o. o triennale di I livello).
          Questi ultimi, gli effettivi diplomi specialistici (post-diploma) di didattica della musica già acquisiti, dovrebbero mantenere il loro valore in seguito: con ogni probabilità – io credo – verranno più o meno equiparati, assieme ad ogni pregressa abilitazione, alle predisponende lauree specialistiche con annesso TFA; da adesso normativamente vincolanti per l’accesso ai concorsi.

          Però nel frattempo – com’è abbastanza noto in riferimento al concorso appena bandito – per le discipline musicali, nonostante il curriculum di studi già previsto fosse abbastanza anticipatore del nuovo sistema di arruolamento del personale docente, il ministro ha ritenuto di non mettere a concorso alcuna cattedra.
          Le voci circolanti al proposito sono tante e perfino il ministro ha pure affermato dell’altro; ma la gran capacità mediatica di esporsi nell’annunciare senza fare poi alcunchè costituiscono oramai la cifra abbastante caratterizzante, assieme ad altre ben più pesanti …, l’inaffidabilità e la non credibilità di questa classe politica, ahimè “tecnici” inclusi.

          Non resta che aspettare, magari curando di farsi trovare ben preparati al momento opportuno.

          Ricambio i graditi saluti.
          MM

      • giuseppelentinello ha detto:

        Grazie mille professore per i chiarimenti.
        E se ho ben capito…mi ha pure consigliato di abbinare alla didattica uno studio strumentale (canto). Si possono frequentare contemporaneamente? O per questo anno è troppo tardi?
        GL

        • musicaemusicologia ha detto:

          Non è possibile frequentare due corsi accademici in simultanea, almeno come principio normativo generale.
          La mia osservazione aveva un semplice valore pratico: se si è già predisposti e ben avviati per lo studio di una particolare Scuola perchè poi non completarla anche a livello accademico?
          Nel caso lei fin d’ora valuti bene se delle discipline che sta studiando una buona percentuale le potrebbero poi venir accreditate in un’eventuale frequenza del diploma accademico di canto …

  11. Angela Dragone ha detto:

    Gent.mo Prof.Musumeci ,sono un’insegnante di Scuola Primaria, ormai di ruolo da qualche anno. Mi sono diplomata in Canto nel 1994 e successivamente ho conseguito una Laurea Magistrale in Lettere Moderne ad indirizzo musicale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Preciso, a tal proposito, che durante il mio corso di studi, ho sostenuto 2 esami annuali di Storia della Musica e 2 esami annuali di Storia della Musica Moderna e Contemporanea scegliendo quest’ultima disciplina quale campo d’indagine della mia tesi. Ma veniamo al punto. Ho saputo che nel mio Comune verrà istituito un corso di liceo musicale e altri 2 ,in questi anni sono stati istituiti nei dintorni. Il DSGA della mia scuola completa le ore in un Liceo Musicale e sostiene che pur non essendo in possesso di abilitazione specifica potrei chiedere l’utilizzazione per insegnare Storia della Musica o Canto Lirico nei licei. Le ha notizie più precise in merito? La seconda questione che vorrei sottoporle è la sperimentazione che riguarda “la pratica musicale nella scuola primaria” il mio Dirigente Scolastico non ne sa niente ,Lei sa che iter ha avuto questa sperimentazione?
    Colgo l’occasione per ringraziarla e porgo Cordiali saluti

    • musicaemusicologia ha detto:

      Cortese Prof.ssa, circa la questione dell’utilizzazione potrei dirle semplicemente che “tentar non nuoce”, dato che in caso di assenza di altri aventi diritto più titolati potrebbe benissimo toccare a lei. Nel caso le capitasse questa situazione però dovrebbe stare attenta a quello che lascia rispetto quello che prende … Insomma dovrebbe rispondere preventivamente a questa domanda: essendo docente di ruolo, l’utilizzazione in un posto per lei non stabile le converrebbe nel caso si trovasse a perdere la continuità didattica?
      Nessuna notizia utile al momento in merito alla seconda domanda.
      Cordiali saluti

      • Angela Dragone ha detto:

        Grazie mille per la risposta. Mi informerò bene sulla questione prima di decidere. Capita che chi ha investito nella musica, come me , vorrebbe anche trasmetterla ,condividerla, insegnarla,farla, con un ruolo visibile e riconosciuto che non può essere soltanto relegato ad iniziative private, poco visibili e spesso non remunerate. Questo, purtroppo, lo sappiamo da tempo, non è un Paese per musicisti.
        Cordiali Saluti

  12. elisabettamusic ha detto:

    Con una laurea dams vecchio ordinamento indirizzo musicale comprensiva di tutti gli esami per concorrere in a31 e a32 posso accedere al tfa per insegnare storia della musica nei licei musicali?

    • musicaemusicologia ha detto:

      Bisognerà attendere le relative disposizioni. Sempre però tenendo presente che i tfa in questione al momento non sono che dei corsi abilitanti riservati a coloro che hanno già prestato servizio nei relativi insegnamenti per un periodo minimo richiesto.
      M&M

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