Contratto Afam e nuova regolamentazione dell’orario di docenza

by Mario Musumeci

Il nostro non è un sito sindacale. Pur non di meno pare opportuno informare i colleghi delle istituzioni Afam e in particolare degli ISSM (Conservatori e Istituti Musicali pareggiati) di almeno un’epocale novità che si prospetta nell’immediato futuro. Si tratta della nuova e più omogenea statuizione riguardante gli obblighi di servizio, a partire dal monte orario dedicato alla didattica.

Saranno difatti notevoli sin d’ora le ricadute sul piano sia contenutistico dei piani di studio sia metodologico-didattico per ciascun insegnamento. Anche perchè l’applicazione potrà variare da un Istituto all’altro, a seconda delle diverse esigenze. Ma – parrebbe bene – con la piena consapevolezza degli operatori, e sin d’ora (data la diretta connessione con la stabilizzazione in corso dei piani di studio del triennio), sulle diverse possibilità del “da farsi”.

Ecco a disposizione la normativa contrattuale di riferimento:

CCNL.AFAM.quadriennio.normativo.2006-2009.e .I.biennio.economico.2006-2007

In effetti è cosa abbastanza nota per gli addetti ai lavori, ma altrettanto ignota anche perchè scarsamente comprensibile all’esterno delle nostre Istituzioni, la notevole differenza di impegno orario rivolto alla didattica frontale tra le diverse categorie di docenza: si va dalle otto ore di Letteratura poetica e drammatica alle nove di Storia ed estetica della musica e delle maggior parte degli insegnamenti di Strumento a fiato, praticamente scartando le Scuole di più recente istituzionalizzazione come il Sassofono: un  esempio che confermerebbe la “strana” distrazione degli organi competenti (ministero e sindacati), che dura qualcosa come tre quarti di secolo! Ciò a fronte del più generalizzato monte orario di lezione di 324 ore: il monte orario degli insegnamenti anzidetti non supererebbe invece le 250 ore. Tale discrasia, certamente risaltante a parità di funzioni e di posizioni stipendiali, è stata ovviamente da tempo rilevata, ma nessuno se ne è mai seriamente occupato, vuoi per demagogia spicciola, vuoi per coinvolgimenti e convenienze personali …

Ebbene da adesso le 250 ore costituiranno, per tutte le docenze, la base minima di ore frontali di lezione. A cui sarà obbligatoria, sempre per tutte le docenze, l’integrazione fino alle comuni 324 ore degli ulteriori impegni di servizio: il riferimento è sia allo stesso orario di insegnamento, se si renderà necessario, sia alle attività aggiuntive quali le esercitazioni di laboratorio, le attività di ricerca etc. etc.. A tal fine la programmazione di ciascuna istituzione, facendo riferimento alle proprie esigenze e tradizioni, potrà differenziare le proprie scelte.

Quali le conseguenze, tutte da ben valutare anche fin d’ora a livello previsionale delle diverse – anche notevolmente diverse – possibili scelte?

Sarà certamente un argomento da approfondire assieme agli interessati.

A meno che non si preferisca delegare ad altri la scelta del proprio futuro professionale.

Il dibattito al proposito è comunque aperto.

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